2013, arriva la rivoluzione touchless

A SAN FRANCISCO c’è una startup che sta facendo molto, molto parlare di sé. Si chiama Leap Motion e potrebbe essere il prossimo, succulento acquisto di grandi aziende come Apple e Google. Perché a farsi un giro nella Silicon Valley sembra che non ci sia altro argomento che Leap Motion e quello che sta realizzando: un futuro in cui l’interfaccia del computer non sarà più una tastiera o un mouse e neanche un touchscreen. Ma le dieci dita delle mani e l’aria.

Come in Minority Report, insomma, ma con un paio di novità importanti: quel futuro era distante e quella era fantascienza con costi hollywoodiani. Questo futuro invece è prossimo ed economico: i primi dispositivi Leap Motion arriveranno nel 2013 e costeranno attorno ai 70 dollari. Immaginate di cambiare pagina web scorrendo col dito come fareste su un touchscreen, senza toccare nulla. Allo stesso modo utilizzare due o più dita per stringere, allargare, ruotare documenti e immagini, navigare sul web, dipingere, ritoccare foto, senza fisicamente utilizzare alcun tipo di strumenti. Tutto questo declinato su tutti i possibili fronti applicativi. Il passo tecnico successivo è il controllo completamente ottico, e quello fantascientifico la telepatia.


Leap Motion.
 È da un po’ che l’azienda fa parlare di sé. Ed erano in molti a chiedersi se una piccola startup sarebbe davvero riuscita a mettere insieme per prima un progetto a cui in molti lavorano più o meno dietro le quinte da anni. L’esempio più lampante è quello di Microsoft, che col suo Kinect proporrà scenari simili in ambiente Windows, dopo l’ottimo riscontro sul mercato dei videogiochi con l’omonima periferica per la console Xbox.

E sembra proprio che Leap Motion ce l’abbia fatta: per controllare il computer, dal 2013, basterà la loro scatolina da settanta dollari. E ogni gesto della mano, o delle mani, diventerà un input per l’elaboratore. La tastiera forse si userà ancora per scrivere, ma non è detto: una replica sullo schermo, controllata digitando “in aria”, è una delle applicazioni naturali per un dispositivo del genere.

Chi l’ha provato, parla di una performance difficile da descrivere senza verificare di persona. I tempi di latenza, ovvero quel lasso che passa tra quando si impartisce il comando a quando questo viene eseguito, sono nulli e l’accuratezza del sistema è millimetrica. Per la precisione, Leap Motion dichiara che il dispositivo può tracciare le dita fino a 1/100 di millimetro.

Il dispositivo si connetterà a qualunque sistema desktop/laptop, e presumibilmente è pronto per essere adattato alle smart tv e ai tablet. Ma le applicazioni future si riassumono con due parole che piacciono molto alle aziende: “potenzialmente innumerevoli”. La stampa specializzata che ha potuto provare i prototipi a San Francisco abbonda coi superlativi, anche le testate prestigiose si sbilanciano.

Leap Motion, guidata da un ex dirigente di Apple, Andy Miller, dichiara di avere già ordinativi per “decine di milioni di dollari”. E se nel 2012 non sono mancati i flop anche nel mondo fortunato dell’hi-tech, il 2013 potrebbe essere un anno di nuovo inizio.

repubblica.it

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