C’è anche Kinect nell’innovazione di Poste Italiane

Per portare Windows 8 verso il mondo delle imprese, all’inizio di quest’anno Microsoft ha dato il via al programma First Wave, nel quale ha coinvolto 15 aziende in tutto il mondo, una per ciascuno dei principali mercati nei quali è presente, per testare le funzionalità e le opzioni implementative del nuovo sistema operativo.
Tra le aziende che hanno preso parte al programma, una veniva dal nostro Paese: Poste Italiane.
La sfida era identificare opportunità di miglioramento attraverso il nuovo sistema operativo e i nuovi device in una organizzazione complessa, che in Italia opera sia nel settore postale, con 14.000 uffici postali e 50.000 sportelli, sia nel mondo della telefonia, sia ancora nel mondo bancario.Spiega Vincent Santacroce, responsabile Ricerca e Innovazione: ”In Poste stavamo iniziando un percorso di migrazione da Windows Xp a Windows 7. Un percorso complesso, che riguarda 95.000 macchine, in parte da aggiornare, in parte da cambiare. Microsoft ci ha offerto la possibilità di andare oltre, sperimentando nuove opportunità, ad esempio introducendo i tablet non come semplici strumenti di office automation, ma come strumenti per modificare alcuni processi aziendali”.

Vengono così definiti quattro scenari di implementazione.

Il primo riguarda l’area vendite, vale a dire il personale di vendita che segue i large account e le Pmi.
”Ci siamo posti la domanda: cosa è possibile migliorare in termini di efficienza? E la risposta è stata creare procedure e applicazioni che consentano al personale di vendita di essere operativo sui clienti senza necessariamente passare dai desktop dell’ufficio. Non un semplice Crm, ma una soluzione basata su tablet che consenta di vedere le anagrafiche, gli action plan, le revenue per singolo cliente, i prodotti a portafoglio,e che più garantisca l’integrazione con Lync”.
Una soluzione, in sintesi, che ottimizzi i tempi di lavoro, per offrire il massimo face time con i clienti.
Il progetto pilota ha coinvolto al momento 20 persone, alle quali si sono aggiunte ulteriori 5 persone, a loro volta chiamate a far parte di un progetto che punta all’evoluzione del postino in una nuova figura professionale, che va anche oltre il ”postino telematico” di cui Poste Italiane da tempo parla (e per il quale ha implementato qualcosa come 25.000 terminali Windows Mobile, integrati con i servizi d mappe e georeferenziazione di Bing).
”Internamente – spiega ancora Santacroce – lo chiamiamo Asi, Articolazione Servizi Innovativi, e prelude a una nuova figura di portalettere pomeridiano, che si occupi delle consegne di pacchi, della gestione dei flussi postali dei professionisti e delle piccole e medie imprese utilizzando in questo caso non già i palmari ma tablet”.

Un ulteriore progetto coinvolge invece Poste Shop.
In questo caso le tecnologie Microsoft entrano in due modalità, ma con l’identico obiettivo: ”rendere più piacevole l’esperienza nell’ufficio postale”.
In un caso l’introduzione dei tablet punta alla sostituzione dei cataloghi cartacei di Poste Shop, sostituiti da display touch sui quali l’utente può visualizzare i prodotti, esaminarne le caratteristiche anche con l’ausilio di QR Code, procedere direttamente all’acquisto pagando sia con transazione elettronica, sia allo sportello.
”Nel secondo caso, invece, si è pensato di connettere la piattaforma Windows 8 con Kinect, creando uno strumento di marketing innovativo. Attraverso questo terminale, è possibile promuovere i servizi di Poste Italiane, oppure concepire percorsi di formazione o di educazione”.
Al momento c’è un solo terminale in produzione, nella sede di Roma Eur, ma l’intenzione è quella di farne uno strumento strutturale per le iniziative di marketing.

Il terzo scenario applicativo coinvolge invece Windows To Go.
In questo caso, Poste Italiane si è concentrata sugli atout del sistema: la semplicità della configurazione, la possibilità di impostare policy di sicurezza, le autorizzazioni, i server, i framework di log.
”Di fatto su una Stick Usb, l’It manager può configurare l’intera pila software di un utente. Per questo abbiamo pensato di farne lo strumento d’elezione per i consulenti, i tecnici, il personale esterno che lavora sulla nostra rete. È un elemento di sicurezza, che dunque ci consente di sentirci garantiti rispetto ad alcuni eventi che possono mettere a repentaglio la nostra infrastruttura”.
In questo caso, il deployment vede già in produzione 100 utenti Windows To Go: l’idea anche in questo caso è allargare la base, anche se è necessario definire delle formule contrattuali che di fatto vincolino il personale esterno ad accedere alla infrastruttura di Poste Italiane solo in questa modalità.

Il quarto e ultimo scenario di utilizzo prende infine in esame la migrazione a Windows 8.
In questo caso è stato necessario prendere in esame i diversi ambiti di utilizzo.
”Per i desktop negli uffici postali non esiste un vero e proprio ciclo di vita predefinito: sono terminali, lavorano in ambiente chiuso, legato alle applicazioni. Possono rimanere operativi anche per sette anni. Più breve, nell’ordine dei tre-quattro anni, è il ciclo di vita delle macchine destinate alle figure manageriali e ancora più breve è il ciclo delle macchine destinate a chi opera in mobilità”.
Il progetto, in questa fase serve a verificare i tempi e le modalità di deployment, oltre che la compatibilità con driver e periferiche. Sono già state migrate 53 macchine, con l’obiettivo di arrivare a 500 entro Natale.
Anche se appare chiaro che è possibile apprezzare in pieno le funzionalità del nuovo sistema operativo all’interno di un ambiente touch, nondimeno Santacroce trova positivo il passaggio fin qui effettuato: ”Il deployment non è problematico e in ogni caso l’utente prende confidenza con il sistema delle tile, che poi ritrova in altri ambienti. Inoltre, i tempi di boot, la sicurezza, Direct Access lo rendono comunque perfettamente idoneo a un ambiente di lavoro”.

In questa fase di sviluppo, Poste Italiane, che con Microsoft ha un contratto di tipo Enterprise Agreement, ha lavorato sia in partnership con l’azienda di Seattle, sia con Avanade, sia con un partner come Proge-Software, che ha curato tra l’altro l’applicazione con Kinect.

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