Il crollo in Borsa potrebbe costare caro a Tim Cook?

Notizie simili potrebbero essere, di primo acchito, derubricate a semplici indiscrezioni. Ma stavolta il “rumor” arriva da Forbes, rivista statunitense di economia e finanza che gode di una grande reputazione a livello internazionale.

Secondo la testata d’oltreoceano, l’estromissione di Tim Cook dalla carica di CEO di Apple sarebbe ormai dietro l’angolo. Pur avendo incassato circa 140 miliardi di dollari da quando Cook, dopo la scomparsa di Steve Jobs, ha preso in mano le redini dell’azienda, resta – visibile a tutti – una macchia non certo di poco conto: il valore delle azioni di Apple è crollato nel giro di pochi mesi.

Dopo aver toccato il massimo storico a settembre 2012 (il controvalore di ogni singola azione era pari a 705 dollari), un paio di giorni fa il titolo di Apple è arrivato a perdere così tanto da flettere fino a quota 390 dollari per un segno negativo che, in appena un semestre, vale quasi il 45%.

Le motivazioni di quello che molti analisti definiscono già un tracollo non sono chiare. Secondo alcuni, i prodotti di Apple – con la società sempre più incalzata dalla concorrenza – starebbero perdendo quell’appeal di cui godevano praticamente fino a ieri. La clientela sta forse cominciando a guardare altrove modificando le sue preferenze? Gli utenti ritengono che quell’innovazione che era cavallo di battaglia di Jobs possa essere una minore priorità? Un aspetto parzialmente sacrificabile sull’altare del marketing e della più serrata competizione con le società rivali, Samsung in testa? È forse ipotizzabile, invece, un’esposizione del titolo Apple all’azione degli speculatori?

La valutazione delle ragioni del segno meno che da mesi sta contraddistinguendo il comportamento borsistico del titolo di Apple è piuttosto complessa. Anche perché, appena qualche giorno fa, Cirrus Logic – azienda che produce i chip audio utilizzati negli iPhone e negli iPad – ha annunciato perdite piuttosto marcate a causa della riduzione degli ordini. Ne conseguirà, molto probabilmente, una contrazione delle vendite dei dispositivi mobili di Apple, nel corso dell’anno. E questo quadro, di certo, non aiuta a rivitalizzare il titolo della società di Cupertino.

A questo punto rivestiranno un’importanza a dir poco fondamentale gli annunci dei nuovi prodotti che Apple ha in serbo per i prossimi mesi. Se le proposte di Apple non risultassero convincenti, la situazione potrebbe farsi ancor più complicata. Un primo importante test sulle “quotazioni” di Cook si avrà comunque già in serata, quando Apple annuncerà il suo bilancio trimestrale.

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