La Net Neutrality è in pericolo?

Partiamo da un dato: le infrastrutture attuali non sono più sufficienti a reggere il carico del traffico di Internet. E’ quindi necessario ammodernare le reti e fare nuovi investimenti per garantire l’efficienza di quelle attuali. Bene, ma chi paga? Visto che i soldi pubblici sono pochi e non possono essere spesi per aziende in larga parte privatizzate, le società di telecomunicazioni  premono affinché siano gli “Over The Top” (Google, Facebook, Netflix) a farlo. E come? Misurando il consumo di banda e assicurando a chi lo paga delle corsie preferenziali. Per gli altri, resteranno le briciole della banda. Ma così verrebbe meno la net neutrality, il principio di non discriminazione del traffico che è la vera forza di Internet. E allora lo scontro s’infiamma creando schieramenti contrapposti. La proposta delle società di telecomunicazioni europee riuniote nella ETNO, è l’applicazione a Internet del principio del sending party network pays (SPNP), cioè la tradizionale tariffazione telefonica. In base a questo modello chi manda una mail paga, se il tuo sito viene contattato da molti utenti, paghi, se produci e distribuisci molti contenuti, paghi di più. Il tutto significherebbe una sola cosa: un ribaltamento dei costi sull’utente finale, il quale potrebbe vedersi costretto a “pagare” per spedire una email, o per connettersi a Facebook o Youtube. Va da sè che servizi come Skype o Whatsup smetterebbero di avere un senso, con grande soddisfazione, maligna qualcuno, delle compagnie telefoniche stesse.
La proposta Etno, già rifiutata dagli stakeholders americani che “proteggono” i loro campioni nazionali, pare non trovare d’accordo neanche la Commissione Europea – e troverà serie difficoltà in paesi come l’Olanda, che proibisce per legge le discriminazioni di banda commerciali – ma potrebbe essere sostenuta dai paesi emergenti che nel passaggio dalla telefonia a Internet non recuperano più i profitti del roaming dei servizi telefonici. Per questo la società civile è al lavoro e a Torino, nell’ambito dell’Internet Governance Forum italiano, il 18 ottobre si terrà un evento organizzato da ISOC Italia intitolato non a caso “La reazione della comunità Internet alle proposte di revisione del trattato internazionale delle telecomunicazioni”.

Repubblica.it

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