Predittività, sostenibilità e rinnovamento dei prodotti: l’industria 4.0 che si racconta a Smau parla di un futuro prossimo

La fotografia di un’Italia che si racconta nel rinnovamento attraverso testimonianze e proposte innovative parte dalle tappe del roadshow Smau e incontrando il mercato, prosegue la sua “contaminazione”

 

Milano 25 luglio. L’industria 4.0 chiave della crescita del nostro Paese? Potrebbe essere tra il 30 e il 50% l’aumento di produttività legato all’adozione della tecnologia. Le imprese che ce l’hanno fatta sono quelle che hanno innovato e che hanno riconosciuto il fatto che l’innovazione non è solo ricerca e sviluppo, ma un nuovo modello di business che implica una ridefinizione dei processi aziendali. Tecnologia, dunque, come mezzo per arrivare ad un nuovo modello culturale di business.

 

Mentre gli altri Paesi si sono già inseriti in questo contesto in maniera competitiva l’Italia deve ancora attivare il suo processo di innovazione che la trova, all’undicesimo posto dopo il primato della Germania, seguita da Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Finlandia, Danimarca, Regno Unito, Francia, Austria, Paesi Bassi (Fonte: Ambrosini, 2015). Chi ha iniziato questo processo di rinnovamento ne ha tratto importanti benefici.

 

Dalla piccola azienda a quella di grandi dimensioni l’innovazione permette, grazie alla modularità e alla scalabilità degli investimenti, di poter potenziare e, spesso, ripensare il proprio business grazie al supporto di nuove competenze. Ma soprattutto permette un riposizionamento sul mercato a favore di una maggiore capacità competitiva. La differenza la fa il valore aggiunto soprattutto di quelle competenze che il nuovo ecosistema dell’innovazione italiano è in grado di apportare. Un’innovazione che implica un confine sempre meno netto tra i processi e i servizi. I modelli di business evolvono verso modelli industriali di servizi. Il costo non sarà più la discriminante, la differenza la faranno altri valori come la personalizzazione, la qualità e la capacità di innovarsi costantemente, oltre naturalmente al ruolo strategico che la digitalizzazione dell’industria può avere in termini di sostenibilità ambientale. Ne sono una testimonianza concreta quelle aziende che si sono distinte ricevendo il Premio Innovazione Smau nel corso del 2016.

 

Come racconta l’Ing. Daniele Salati Chiodini della Minerva Omega Group, oggi gruppo industriale, nato nel 1945 e caso di successo nel Premio Innovazione Smau, la differenza la fa il valore aggiunto, le nuove competenze e la possibilità di applicare il “nuovo” anche all’offerta già esistente di prodotti, rinnovando senza rischio di sprechi. “Tre anni ci trovammo di fronte ad una importante sfida: davanti ad un mercato ormai saturo e con pressione competitiva dei Paesi Orientali abbiamo dovuto decidere se abbandonare certe aree di mercato e/o delocalizzare le produzioni penalizzando i collaboratori, oppure, ampliare le nostre competenze e dare un valore diverso al prodotto tramite l’inserimento dell’IoT”.  Il gruppo ha deciso di creare uno Spin off  per fare ricerca e sviluppare in modo razionale ed organico la relazione uomo-macchina-rete (IoT e M2M). Il risultato è che in due anni, si è ampliato sia il business dell’azienda che quello del cliente finale con aumento del know-how che oggi permette al Gruppo di fornire soluzioni personalizzate, modulari e scalabili ad un target più ampio. E tra le eccellenze premiate in Smau anche il progetto di Rancilio Group, che sfrutta l’internet delle cose (IOT) per connettere le macchine da caffè, e ottenere dei dati che possano migliorare la programmazione della manutenzione, il rifornimento della materia prima, l’intervento dell’assistenza, la soluzione in remoto di piccoli problemi. Sempre di predittività si parla con Davide Gagnor di Amtek nel settore automotive che con un investimento di poche decine di migliaia di euro ha ottenuto un miglioramento delle performance del 4-5% e una raccolta dati superiore alle attese. “In un primo momento gli interventi erano volti a ottimizzare i consumi poi, l’inserimento di particolari sensori ha permesso di ottenere tutta una serie di dati prima “nascosti” all’interno dei macchinari – afferma Davide Gagnor di Amtek –  dati importanti perché in grado di dare informazioni (vere e non presunte) sullo stato dei macchinari h24 (importante in uno stabilimento dove ci sono lavorazioni attive a ciclo continuo) e in tempo reale”. Tecnologia e Innovazione anche per il settore manifatturiero con un occhio di riguardo alla sostenibilità che, nel caso di Olimpias Group ambisce alla sostenibilità totale. Da una parte si punta a macchinari che utilizzino a priori meno acqua, dall’altra si lavora, al riciclo e al risparmio di energia. Un obiettivo ambizioso ma già raggiunto come racconta Nicola Marini di Olimpias Group: “Prima dell’intervento innovativo lo stabilimento di Osijeek consumava 1600 metri cubi d’acqua; oggi ne risparmia 1000, ovvero il consumo giornaliero d’acqua di una cittadina di 7000 abitanti. E ora puntiamo al massimo”.

 

Strategico dunque il coinvolgimento del nuovo ecosistema dell’innovazione in grado di apportare know how in settori che fino ad oggi potevano essere apparentemente distanti. La connessione tra oggetti attraverso internet è resa possibile dalla disponibilità di sensori e attuatori (congegni in grado di collegare la componente digitale con quella meccanica degli oggetti) sempre più piccoli, dalla presenza di connessioni internet a basso costo e pressoché ubique. Già ora, 14 miliardi di sensori sono collegati a magazzini, sistemi stradali, linee di produzione in fabbrica, rete di trasmissione di energia elettrica, uffici, abitazioni. Nel  2030,  si stima che più di 100 miliardi di sensori collegheranno l’ambiente umano e naturale in una rete globale intelligente e distribuita.

 

Rilevante quindi il ruolo di quegli attori in grado di supportare uno sviluppo in questa direzione. Ed è in questa direzione che lavorano Startup innovative per proporre prodotti applicabili sul mercato o personalizzabili in base alle esigenze delle imprese, come Blueup, startup toscana vincitrice a Smau del Premio Lamarck. BlueUp propone la sua piattaforma per l’Internet of Things basata su beacon e sensori Bluetooth Low Energy: applicazioni di prossimità, identificazione, sensoristica e interazione uomo-macchina tramite l’innovativa tecnologia del Physical Web e Web Bluetooth. Un altro esempio è Orchestra, Startup piemontese accreditata dall’ I3P, Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino, vincitrice del Premio Lamarck, con una soluzione costituita da una SMART-Box e una SMART-Platform, interoperabili in CLOUD, progettate secondo la SOA, per fornire servizi innovativi, di diagnostica, monitoraggio, controllo, riconfigurazione remota, in tempo reale, di qualsiasi impianto, macchina, sensore. Si rivolge al mercato internazionale dei produttori interessati al controllo delle proprie macchine e dei propri prodotti smart.

 

A Smau, dunque, il ruolo di piattaforma di Matching tra domanda e offerta, ma anche di osservatore di un’Italia che si rinnova. Un’attività costante di ricerca – attraverso il Premio Innovazione Smau – di casi concreti, testimonianze di un’Italia in grado di competere attraverso progetti che vedono come protagonista indiscussa l’innovazione.

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