Samsung brucia sul tempo la Apple: l’orologio smart presentato il 4 settembre

gearLA PROSSIMA rivoluzione nel campo dell’hi-tech? Gli smartwatch, gli orologi intelligenti che dialogano con lo smartphone. O almeno è questo che sembra pensare la Samsung. Secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, la multinazionale coreana il 4 settembre all’Ifa, la grande fiera di Berlino, si prepara a mostrare il suo Galaxy Gear. Un dispositivo da polso con il quale navigare online, chiamare e mandare email. Precedendo così l’iWatch della Apple, del quale tanto si è parlato negli ultimi mesi, che invece dovrebbe esser presentato entro fine anno per arrivare nei negozi all’inizio del 2014. Quello di Samsung funzionerà in abbinamento a un cellulare di ultima generazione dotato di sistema operativo Android, i vari Galaxy in primis. E questo primo modello non dovrebbe essere dotato di schermo flessibile. Una ‘pecca’ che a Seul stanno già tentando di correggere. Di fatto si tratta, ancora una volta, di una propaggine dello smartphone. Una sorta di secondo schermo da polso che ci permetterà di accedere rapidamente ad alcune funzioni base, poco importa che sia il navigatore o gli aggiornamenti dai social network, un po’ come accade con i Google Glass. O anche con i vari bracciali per il fitness sul genere del FuelBand della Nike, Flex della Fitbit e Jawbone, che comunicando con il telefonino e via app ci dicono quante calorie abbiamo bruciato o quanta distanza abbiamo percorso. Gli smartwatch si spingono oltre, ovviamente, ma non sono affatto una novità. Basti pensare che la Sony sta lanciando ora sul mercato la seconda versione del suo modello presentato nel 2012. L’Sw2 è un orologio digitale con display tattile che si collega allo smartphone Android per gestirlo a distanza evitando di doverlo estrarre dalla tasca per ogni sms. Senza dimenticare poi il Motoactv della Motorola, più orientato allo sport, e soprattutto il Pebble o il più recente Hot Watch che su Kickstarter, il sito per la raccolta di fondi online, hanno ottenuto finanziamenti in certi casi superiori ai 10 milioni di dollari. Perché, al di là delle caratteristiche tecniche (dal tipo di schermo alle funzioni), importano le prospettive. Di smartwatch ne sono stati già venduti 330mila ed entro fine anno supereranno il mezzo milione. Il ragionamento è semplice: se tutti o quasi hanno uno smartphone in tasca, tutti o quasi potrebbero volere al polso uno smartwatch per controllarlo. Di qui la gara appena iniziata fra i grandi colossi della tecnologia, con la Apple che ora si trova a rincorrere.

Repubblica.it

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